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6 maggio, ore 21:02

foto: Mauro Galligani

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Sala B

6 maggio, ore 21:02

Un minuto; questo è il tempo che durò il terremoto. Il terremoto scuote il Friuli e cambia per sempre il suo volto.

La mattina del 7 maggio, si vedono solo macerie, si sentono urla, si corre affannosamente.

I soccorritori cercano sotto le macerie sperando di trovare ancora in vita qualcuno.
Si cercano di mettere in salvo più persone possibili.

I cumuli di macerie sono in equilibrio precario e ogni nuova scossa rischia di provocarne i crolli.

Nonostante questo i soccorritori, i vigili del fuoco, i civili accorsi in aiuto non si tirano indietro e continuano a scavare.

C’è lo smarrimento e il dolore sordo di avere perso tutto, ma si va avanti.

I soccorsi e gli aiuti sono arrivati subito.

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foto: Giorgio Lotti

La terra trema ancora e la paura di nuovi crolli cresce, ma la macchina dei soccorsi non si ferma.

I militari sono una presenza significativa in Friuli già prima del terremoto, si prodigano generosamente fino allo sfinimento per portare soccorso alla popolazione.

Le condizioni igieniche dei primi giorni sono drammatiche.

È necessario procedere con le disinfettazioni per evitare il pericolo di epidemie.

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foto: Mauro Galligani.
sala B

L’alba del 7 maggio

I primi soccorsi

Il ritratto della distruzione

I vigili del fuoco e i corpi sanitari

La gente ha bisogno di tutto