IL MUSEO
6 maggio, ore 21:02
Sala B
6 maggio, ore 21:02
Un minuto; questo è il tempo che durò il terremoto. Il terremoto scuote il Friuli e cambia per sempre il suo volto.
La mattina del 7 maggio, si vedono solo macerie, si sentono urla, si corre affannosamente.
I soccorritori cercano sotto le macerie sperando di trovare ancora in vita qualcuno.
Si cercano di mettere in salvo più persone possibili.
I cumuli di macerie sono in equilibrio precario e ogni nuova scossa rischia di provocarne i crolli.
Nonostante questo i soccorritori, i vigili del fuoco, i civili accorsi in aiuto non si tirano indietro e continuano a scavare.
C’è lo smarrimento e il dolore sordo di avere perso tutto, ma si va avanti.
I soccorsi e gli aiuti sono arrivati subito.

La terra trema ancora e la paura di nuovi crolli cresce, ma la macchina dei soccorsi non si ferma.
I militari sono una presenza significativa in Friuli già prima del terremoto, si prodigano generosamente fino allo sfinimento per portare soccorso alla popolazione.
Le condizioni igieniche dei primi giorni sono drammatiche.
È necessario procedere con le disinfettazioni per evitare il pericolo di epidemie.

- Argomenti
L’alba del 7 maggio
I primi soccorsi
Il ritratto della distruzione
I vigili del fuoco e i corpi sanitari
La gente ha bisogno di tutto
