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Pubblicazioni

foto: Bruno Beltramini

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Pubblicazioni

Qui sotto trovi l’elenco delle pubblicazioni realizzate da Tiere Motus, con schede sintetiche e riferimenti utili. I volumi li trovi in vendita presso il museo.

Parole di pietra

Il Duomo di Venzone si racconta

Il 6 maggio 1976 un terremoto devastò il Friuli; a settembre altre scosse completarono la distruzione. Il Duomo di Venzone crollò, lasciando un cumulo di macerie. Nel 1979 si costituì il Comitato per il ripristino con esperti nazionali e internazionali, che nel 1980 elaborò il “Progetto Culturale” per decidere il destino dell’edificio. 

Dopo aver valutato diverse opzioni (mantenimento come rudere, costruzione di una chiesa moderna, ricostruzione in forme analoghe o moderne), la scelta convergé sul restauro e la ricomposizione per anastilosi. Decisivi furono: l’esistenza di ampie strutture murarie superstiti, il recupero di oltre l’80% del materiale lapideo, la documentazione fotogrammetrica (150 coppie di fotogrammi) e le petizioni della popolazione venzonese.

Il progetto fu guidato dal principio della “leggibilità”: permettere a chiunque osservi il Duomo di riconoscere senza inganno la sua storia stratificata (costruzione originaria, terremoto, ricomposizione). L’introduzione propone un racconto articolato in tre figure narrative – “guardare con affetto”, “pietas: la cura delle ferite”, “le immagini nascoste” – che documentano lo stato attuale del Duomo, le fasi della ricomposizione delle pietre e il cantiere di restauro come testimonianza del valore culturale e umano dell’intervento.

Parole di pietra

Immagini, documenti, persone della ricomposizione
del Duomo di Venzone

Il Duomo di S. Andrea Apostolo a Venzone crolla rovinosamente con il terremoto che investe il Friuli nel 1976. Viene ricostruito con un complesso intervento di restauro che prevede la ricollocazione delle pietre che facevano parte della muratura nella stessa posizione precedente al crollo.

A 25 anni dalla riconsegna al culto avvenuta nel 1996, il film documentario propone una visione del restauro del Duomo con immagini, voci e frammenti di vissuto delle diverse persone che hanno contribuito alla complessa vicenda della ricostruzione.

L’opera comunica attraverso originali e poetici registri narrativi temi e ambiti che hanno caratterizzato l’evoluzione del cantiere del Duomo. La naturalità del racconto è basata sulla ritualità dei gesti, sull’attenta scelta delle immagini, sullo studio delle inquadrature, sulla raffinata ricerca della luce e del suono che rimandano a pensieri, persone, eventi, documenti, architettura.

Tutto prende avvio dall’oggi e dalla forza delle immagini del Duomo ricostruito; il confronto continuo con i documenti di repertorio e la voce di alcuni protagonisti restituisce la coralità del lavoro in un potente racconto emozionale dove passato e presente si mescolano in un tempo che è evocazione e ricordo.

La musica d’autore anticipa, accompagna, crea una particolare tensione che coinvolge lo spettatore; il gioco visivo fra luce e buio consente visioni inedite dello spazio come luogo del sacro e come antro della memoria.

La scelta fotografica è stata curata in modo tale da far emergere la ricchezza dei dettagli artistici del monumento, la particolarità delle lavorazioni della materia storica recuperata, le superfici dell’architettura ricomposte che attraverso la luce e il silenzio mostrano e parlano dei segni del terremoto, del crollo, della ricostruzione, dell’oggi.

Emerge la vita di un luogo sacro nei gesti delle persone che ora lo vivono e lo ricordano.

Regia e montaggio: Giulio Squarci

Fotografia: Bruno Beltramini

Musiche originali: Paolo Forte

Suono in presa diretta: Nicola Silverio Andrea Blasetig

Sound Design: Giordano Sala

Grafica ed elaborazioni immagini di repertorio: Stefano Dal Secco

Con la partecipazione di: Alba Bellina, Pietro Bellina, Bruno Beltramini, Don Roberto Bertossi, Verdiana Calmo, Lucio Candolini, Patrizia Clonfero, Francesco Doglioni, Giorgio Doglioni, Roberto Forgiarini, Floriana Marino, Alessandra Quendolo

La memoria di un evento

Il Friuli terremotato nelle immagini del Gabinetto Fotografico Nazionale. Maggio-Agosto 1976

Memoria di un evento

“La Memoria di un evento” è un volume fotografico che documenta il terremoto del Friuli del 1976 attraverso le immagini di due campagne di documentazione realizzate dal Gabinetto Fotografico Nazionale nell’estate di quell’anno tragico. Le fotografie, scattate dopo le devastanti scosse del 6 maggio e prima di quelle di settembre che avrebbero completato la distruzione, rappresentano una testimonianza storica fondamentale della catastrofe che colpì 137 comuni del Friuli.

Gli scatti documentano con precisione e rigore la vastità del disastro: le macerie di Gemona, Venzone, Osoppo, Majano, Artegna, e decine di altri centri; i cumuli di pietre e calcinacci che erano state case; le chiese crollate; i borghi antichi cancellati. Ma immortalano anche i primi segnali di rinascita: le tendopoli organizzate con ordine friulano, le persone al lavoro tra le rovine, la determinazione di una popolazione che rifiutava di arrendersi.

Queste fotografie, conservate su pellicola in un’epoca pre-digitale, costituiscono un archivio prezioso non solo come memoria visiva della tragedia, ma come documento storico essenziale per comprendere da cosa il Friuli è ripartito e come ha costruito quello che divenne il “Modello Friuli” di ricostruzione.

CATALOGO DEL MUSEO

Inaugurato nel 2009, Tiere Motus è frutto dell’impegno appassionato dell’Associazione Comuni Terremotati e Sindaci della Ricostruzione del Friuli.

Tiere Motus è il luogo della memoria storica del terremoto che colpì il Friuli nel 1976. È dedicato a tutti coloro che hanno vissuto quei tragici momenti e il lungo periodo della ricostruzione, fatto anche di momenti molto duri. A Tiere Motus i ricordi individuali sono memoria collettiva. Il Museo è stato realizzato anche pensando a tutti quelli che non c’erano, per le nuove generazioni, per far conoscere come i friulani tutti seppero superare una tragedia così sconvolgente, scrivendo così una delle pagine più belle della loro storia recente.